..quando ti sposi?
E’ la fatidica domanda che amici parenti e pure sconosciuti pur parlè ti sparano tra capo e collo mentre tu magari boccheggi alla cassa (ovviamente bloccata dalla cretina di turno) scambiando qualche parola con la vecchina accanto in attesa dell’anelato cambiamento spazio-temporale stile Lost.
Essì, perchè se la mamma ha iniziato a cucire il corredo (santa paletta esiste ancora) appena compiuti 18 anni, cioè quando giravi con borchie e catene (dove per catene s’intendeva proprio “col cavolo che mi incateno!”) e la nonna prima di morire ti ha detto qualcosa che aveva proprio a che fare con l’attuale compagno stile: “A bella de nonna, j’ha famo stavorta?” ..ma tu sei ancora salda nelle tue convinzioni di trentenne emancipata e rampante nell’anno 2010: queste sono domande intellettualmente poco stimolanti, e oserei dire, poco simpatiche.
Un’po come quella volta che, finalmente riuscito a trovare un vestito nero che non facesse notare quei dannati chili, durante l’occasione perfetta d’un funerale, cugine di ventesimo grado dopo averti osservata sott’ecchi per mezz’ora ti chiamano per dirti: “sei incinta?”. Ovviamente rivolgendosi anche al tuo compagno che, per l’appunto, i bambini se li mangia a colazione perchè non ingrassano e fanno molto lotta dura senza paura e pannolini.
O come quella gente reincontrata dopo anni che, invasa da marmocchi, triplici mariti, annessi avvocati e problemi di mantimento, ha pure la faccia di dirti “ma come tu niente figli? Niente marito? Alla tua eta?”.
E così, dopo aver pensato che una nonnina nel tritacarne non farà buon brodo ma il ripieno per i panzerotti si,
ti arriva l’sms dell’amico che ti avverte che si sposa, l’ennesimo. Ma come..lui, che ai tempi si svegliava la mattina dicendoti “dio, non ricordo la faccia della tipa di ieri, com’erà?.. Vabbe chissenefrega” e peggio, il giorno dopo quando ancora albeggia, arriva la “Telefonata Rabdomantica”. La telefonata rabdomantica è quella tipica del genitore femmina che, già in piedi da ore e dunque in riflessione arcaica da ore, non può attendere che il caffè abbia attivato i neuroni per dire che A la figlia di B quella AB-norme ma tanto brava con cui ti ha sempre paragonato, si sposa con uno bello giovane e ricco: il che (intanto..è tutto da vedere..) e poi , secondo lei, mentre la Moca si sdoppia danzandoti intorno, la notizia dovrebbe farti scattare, collegare mente alle braccia che, aizzandosi verso il cielo, ti portino a gridare al mondo: “SI! Mi sposo!”.
Insomma signori, io sinceramente non sono convinta. Non mi avete convinta. Occerto, vedo molto bene il lato romantico e venale della cosa, mi piacerebbe partire in vacanza per 2 mesi coi soldi dei parenti, riempire casa di oggetti costosi e inutili e non nego che se il nero non riesce a sfinarmi potrei pure tentare col bianco.. ma poi?
Attualmente già lavo e cucino per due, i problemi economici già li ho, già vado a natale da un altra famiglia, la tavoletta del water è sempre sporca, il bagno allagato, ho la rivale ufficiale (la moto), ho smesso di spendere in telefonate e benzina per vederlo visto che ci litigo per il telecomando tutte le sere.. dunque che ci guadagno?
L’unico “guadagno” è quello Legale, quello cioè che di romantico mistico o santo non ha una cippa..ma che potrebbe assicurare in caso di problemi, al riconoscimento del legame di fatto e analoghe implementazioni decisionali.
Come gaia trentenne dell’anno 2010, rifletto: davvero qua tocca sposarsi solo per assicurare futuro ai figli e previdenza alla coppia? …E che c’è tanto da sbandierarlo in giro?