Preambolo E’ nuvolo. Noia. Idea: “portiamo a far vedere il mare al cane, insegniamogli a nuotare”.
Un asciugamano per sedersi, costume per sentirsi a tema e si parte, tardi. Non andavamo al mare da quasi 4 anni, di giorno.
Svolgimento dopo un estenuante lunghissimo viaggio, un estenuante lunghissimo tragitto per trovare una spiaggia che non fosse un carnaio. Spiaggia libera, s’intende.. mi sa che li i cani si possono portare. All’angoletto attendiamo che tutti vadano via. Rimasti in pochi l’idea di scioglierlo è scartata: troppi uccelli, vento forte, grossi randagi minacciosi.
Conclusione Abbiamo fatto a turno per tuffarci come ragazzini nelle acque salate: uno teneva il cane – terrorizzato dal mare mosso e dall’antipatia acquifera- l’altro sguazzava ridente osservando i vani tentivi di Siku di bere da quella ciotola gigante, e le borse, e l’egocentrico nudista a pisello dritto appena passava una donna di qualsiasi età-forma-dimensione. Un impulso essenziale gettarsi in acqua. Bellissimo. Siku ha apprezzato molto la sabbia, il vento, i gabbiani, gli odori, il sole..aveva una voglia di giocare rara. Un “cane da spiaggia” non c’è che dire. E’ stato un battezzo un’po per tutti.
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Sapore di Sale